Oneri per la sicurezza percentuale una guida completa al calcolo 2026

Gli oneri per la sicurezza non sono un costo facoltativo e, soprattutto, non sono una spesa su cui cercare di risparmiare. Rappresentano il valore economico, calcolato con precisione dalla stazione appaltante, di tutte le misure necessarie a proteggere i lavoratori dai rischi specifici che nascono quando più imprese si trovano a operare nello stesso cantiere (rischi interferenziali).

A differenza dei costi per la sicurezza di ogni singola azienda, questi oneri non sono soggetti a ribasso d'asta. È una regola ferrea, pensata per garantire che la tutela della vita umana non diventi mai una leva per vincere una gara.

Capire gli oneri per la sicurezza senza fare confusione

Operai edili e impalcature con uno scudo, che simboleggia la sicurezza sul luogo di lavoro.

Andiamo dritti al punto: gli oneri per la sicurezza sono la risposta concreta ai pericoli che si creano quando diverse attività si sovrappongono in un appalto. Immaginali come l'airbag di un'auto: non è un optional, ma un dispositivo di sicurezza fondamentale, obbligatorio e non negoziabile.

Il loro scopo è semplice: coprire le spese necessarie a eliminare, o quantomeno ridurre al minimo, i pericoli generati dall'interferenza tra lavoratori di ditte diverse. Questi costi, come stabilisce chiaramente il Codice dei Contratti Pubblici, vengono stimati a monte dalla stazione appaltante e non possono essere toccati dal ribasso offerto in gara.

La distinzione che ogni operatore deve conoscere

È fondamentale non confondere gli oneri per la sicurezza interferenziale con i costi propri della sicurezza aziendale. Sembrano simili, ma sono due mondi diversi, soprattutto quando si prepara un'offerta.

Vediamo la differenza in parole semplici:

  • Costi propri della sicurezza aziendale: Sono le spese che ogni impresa sostiene per legge per garantire la sicurezza dei propri dipendenti. Includono la formazione di base, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) standard come caschi e scarpe, la sorveglianza sanitaria. Questi costi fanno parte dell'offerta economica e, quindi, sono soggetti al ribasso che l'impresa decide di proporre.
  • Oneri per la sicurezza da interferenze: Sono costi specifici, calcolati su misura per un determinato appalto dalla stazione appaltante. Servono a finanziare le misure aggiuntive per gestire i rischi che nascono dalla contemporanea presenza di più aziende e lavoratori.

La logica della normativa è cristallina: la sicurezza che deriva dalle interferenze non può essere messa in competizione. Il suo valore è fisso e intoccabile, perché protegge il bene più prezioso: la salute e la vita delle persone che lavorano.

Facciamo un esempio pratico. In un cantiere edile, il costo dei caschi e delle scarpe antinfortunistiche di ogni muratore rientra tra i "costi propri". Invece, il costo per installare un ponteggio che sarà usato da più ditte, la segnaletica speciale per coordinare i movimenti di idraulici ed elettricisti, o la parcella del coordinatore per la sicurezza sono tutti "oneri per la sicurezza interferenziale".

Perché questa distinzione è così importante?

Capire bene questa differenza è vitale per almeno due motivi. Primo, ti permette di preparare un'offerta economica corretta, evitando l'esclusione quasi automatica dalla gara. Proporre un ribasso sugli oneri per la sicurezza è un errore fatale che invalida l'intera offerta.

Secondo, ti dà la consapevolezza che l'importo degli oneri non è un'astratta oneri per la sicurezza percentuale, ma una stima analitica e puntuale basata sui rischi reali di quel cantiere. Questo ti aiuta a pianificare l'esecuzione dei lavori in modo più sicuro e pienamente conforme alla normativa. Il calcolo è sempre analitico, mai forfettario.

Le normative che regolano gli oneri per la sicurezza

Per orientarsi nel complesso mondo degli appalti, è indispensabile conoscere bene le regole del gioco. Considera questa sezione come una bussola normativa, pensata per guidarti attraverso le leggi fondamentali che definiscono gli oneri per la sicurezza. Padroneggiarle è il primo passo per operare senza intoppi.

La gestione di questi costi non è mai una stima improvvisata, ma si fonda su un quadro legale solido e preciso. L'obiettivo è uno solo: fare in modo che la sicurezza sul lavoro sia una priorità assoluta e non una semplice variabile su cui negoziare. Capire queste regole ti permette di proteggere la tua azienda da errori che possono costare caro e di partecipare alle gare con molta più sicurezza.

Il D.Lgs. 81/2008: il pilastro fondamentale

Tutto comincia da qui, dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008). Questo decreto è la vera e propria pietra miliare della normativa italiana in materia di salute e sicurezza. Quando si parla di appalti, l'articolo che devi conoscere come le tue tasche è l'articolo 26.

Questo articolo ha introdotto un principio rivoluzionario: l'obbligo per il committente di valutare i rischi che nascono quando più imprese lavorano nello stesso cantiere (le cosiddette interferenze) e di preparare un documento apposito per gestirli.

Il frutto di questa analisi è il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze). È proprio dentro il DUVRI che vengono stimate le misure di prevenzione e protezione e, di conseguenza, i costi necessari per metterle in pratica. Sono proprio questi i costi che diventeranno gli oneri per la sicurezza, rigorosamente non soggetti a ribasso.

Il D.Lgs. 36/2023: il nuovo Codice dei Contratti

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) non si è limitato a riprendere i principi del Testo Unico. Li ha rafforzati, rendendoli ancora più chiari e vincolanti sia per le stazioni appaltanti che per le imprese.

Il Codice stabilisce nero su bianco che i costi della manodopera e gli oneri aziendali per la sicurezza devono essere specificati nell'offerta e sono separati dall'importo a base di gara. Ma, cosa ancora più importante, ribadisce un concetto chiave:

Gli oneri per la sicurezza dovuti ai rischi da interferenze, stimati dalla stazione appaltante, non sono soggetti a ribasso. Questo significa che la cifra indicata nel bando è fissa e intoccabile. Qualsiasi tentativo di modificarla comporta l'esclusione automatica dalla gara.

Questa regola spazza via ogni ambiguità, impedendo che la sicurezza diventi merce di scambio in una competizione economica. Il nuovo codice, inoltre, spinge molto sulla digitalizzazione per rendere gli appalti più trasparenti e tracciabili. Un aspetto che si può approfondire, ad esempio, analizzando come funzionano strumenti come la procedura negoziata senza bando alla luce delle nuove disposizioni.

Il ruolo dell'ANAC e l'impegno delle Regioni

L'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha un compito fondamentale di vigilanza e indirizzo. Con le sue linee guida e i suoi pareri, aiuta a interpretare la normativa e a risolvere i dubbi pratici che emergono ogni giorno, per esempio su come calcolare correttamente la famosa percentuale degli oneri per la sicurezza nei casi più complessi.

Anche a livello locale, le Regioni si stanno muovendo per dare più peso alla sicurezza. Un ottimo esempio è quello della Regione Piemonte, che ha varato una strategia per il triennio 2024-2026 mirata a contrastare infortuni e malattie professionali, aumentando i fondi per i controlli e incentivando la formazione. Questo, per le aziende specializzate, si traduce in nuove opportunità di appalti.

Come si calcolano gli oneri per la sicurezza?

Allora, come si arriva a definire l'importo degli oneri per la sicurezza in un appalto? Entriamo subito nel vivo e sfatiamo un mito: non esiste nessuna percentuale fissa stabilita per legge. L’importo non è un valore standard, ma il risultato di un'analisi molto attenta fatta dalla stazione appaltante.

Immagina di dover cucire un abito su misura. Non useresti mai una taglia preconfezionata, giusto? Prenderesti le misure esatte per garantire che vesta a pennello. Ecco, il concetto è lo stesso. Il calcolo degli oneri parte da un'analisi dettagliata delle attività specifiche previste dall’appalto, senza applicare formule generiche.

Questo processo analitico segue un percorso normativo preciso, che parte dal Testo Unico sulla Sicurezza e arriva fino al nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Questo schema riassume bene il flusso normativo che sta dietro al calcolo.

Diagramma che illustra il flusso normativo in 3 passaggi, dal D.Lgs. 81/2008 al D.Lgs. 36/2023 e ANAC.

Come si vede, tutto ha origine dal D.Lgs. 81/2008, viene poi regolamentato dal Codice degli Appalti e infine vigilato dall'ANAC. Un sistema a più livelli per garantire che tutto sia fatto a regola d'arte.

1. Identificare i rischi da interferenza

Il primo passo concreto che fa la stazione appaltante è capire dove le attività delle diverse aziende potrebbero "scontrarsi". In pratica, si analizzano tutte le lavorazioni e si cercano i punti di contatto, le sovrapposizioni e i rischi che nascono proprio dal fatto che più imprese lavorano nello stesso posto, allo stesso momento.

Qualche esempio pratico in un cantiere edile?

  • I mezzi dell'impresa A che si muovono incrociano il percorso degli operai dell'impresa B.
  • L'impresa che lavora sulla facciata potrebbe far cadere materiale, mettendo in pericolo chi lavora al piano terra.
  • Un'azienda usa attrezzature molto rumorose che disturbano o mettono a rischio chi, nelle vicinanze, sta facendo un lavoro di precisione.

Tutta questa analisi finisce in un documento fondamentale: il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) oppure, se parliamo di cantieri temporanei o mobili, il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).

2. Stimare il costo delle misure di sicurezza

Una volta mappati i rischi, arriva il momento di dare un valore economico alle soluzioni. È qui che la teoria si trasforma in un numero reale.

La stima dei costi non è mai forfettaria, ma sempre analitica. Ogni singola voce di costo deve corrispondere a una misura di sicurezza precisa, pensata per eliminare un rischio specifico di interferenza che è stato identificato.

Per farlo, la stazione appaltante usa i prezzari ufficiali (regionali o nazionali) oppure, se una voce non c'è, fa un'indagine di mercato. L'obiettivo è arrivare a una cifra realistica, che copra davvero tutte le spese necessarie.

Cosa rientra (e cosa no) nel calcolo degli oneri da interferenza

È qui che spesso si fa confusione. Bisogna distinguere nettamente tra i costi per gestire le interferenze (che non possono essere ribassati in gara) e i costi per la sicurezza propri di ogni impresa (che invece sono soggetti a ribasso).

Per fare chiarezza, ecco una tabella che riassume i casi più comuni.

Tipologia di Costo Incluso negli Oneri Interferenziali (Non Ribassabile) Escluso (Costo Proprio dell'Impresa)
Protezioni Collettive Ponteggi condivisi, reti anticaduta per aree comuni, recinzioni di cantiere. Parapetti specifici per la propria area di lavoro, non condivisa.
Logistica di Cantiere Segnaletica per percorsi comuni, impianti di illuminazione per le aree di transito condivise. Cartellonistica interna al proprio modulo di lavoro.
Procedure e Gestione Costi del Coordinatore per la Sicurezza (CSE), riunioni di coordinamento periodiche. Formazione di base dei propri dipendenti, visite mediche periodiche.
Impianti Condivisi Impianto di terra comune, sistemi di allarme centralizzati per emergenze. Attrezzatura elettrica portatile e relativi controlli.
DPI Speciali Maschere con filtri specifici necessarie a tutti per via di una lavorazione particolare (es. rimozione amianto). Caschi, scarpe, guanti e DPI standard per ogni lavoratore.

La somma di tutte le voci che trovi nella colonna "Incluso negli Oneri Interferenziali" dà l'importo totale che verrà inserito nel bando come oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso. Questa cifra, quindi, non è una magia, ma il risultato finale di un calcolo analitico ben preciso.

Esempi pratici di calcolo che puoi applicare

La teoria è fondamentale, certo, ma è solo mettendola in pratica che si capisce davvero come funzionano le cose. Per afferrare fino in fondo come si arriva a definire l'importo degli oneri per la sicurezza, proviamo a tradurre i concetti visti finora in scenari reali e concreti. Non stiamo parlando di una generica percentuale per gli oneri della sicurezza, ma di una stima analitica, calcolata su rischi specifici.

Analizzeremo due casi molto diversi tra loro, proprio per farti vedere il ragionamento che segue una stazione appaltante per quantificare questi costi. Questo esercizio ti aiuterà a capire subito se gli oneri indicati in un bando di gara sono realistici e ben calcolati.

Esempio 1: Servizi di pulizia in un ospedale

Immagina un appalto per la pulizia e sanificazione di un grande ospedale. L'azienda che vince la gara non lavora da sola: deve coordinarsi costantemente con medici, infermieri e, ovviamente, con il flusso continuo di pazienti e visitatori. Qui, l'interferenza è il pane quotidiano, e il rischio è elevato.

Nel redigere il DUVRI, la stazione appaltante dovrà prevedere e dare un prezzo a una serie di misure molto specifiche:

  • Pianificazione di spazi e tempi: Non si può pulire una sala operatoria o una terapia intensiva quando capita. Per questo, serviranno incontri di coordinamento settimanali tra il caposquadra dell'impresa e il responsabile del reparto per decidere chi fa cosa e quando.
    • Stima del costo: 2 ore/settimana x 52 settimane x costo orario del caposquadra.
  • Segnaletica mobile avanzata: Il classico nastro giallo e nero qui non basta. Serviranno barriere e cartelli mobili professionali per isolare le aree di intervento, creando percorsi alternativi sicuri per il passaggio di barelle e personale.
    • Stima del costo: Acquisto o noleggio di un kit completo di barriere e segnaletica per tutta la durata dell'appalto.
  • Formazione specifica anti-contaminazione: Il personale delle pulizie deve essere addestrato a muoversi in un ambiente sanitario, a non intralciare le procedure mediche e a usare prodotti che non causino rischi per i pazienti (allergie, reazioni chimiche).
    • Stima del costo: Totale delle ore di formazione, tenute da un igienista ospedaliero, per tutto il personale che lavorerà nell'appalto.

Sommando questi costi puntuali (coordinamento, segnaletica, formazione), la stazione appaltante ottiene una cifra esatta. Quella cifra diventerà l'importo degli oneri per la sicurezza, che non potrà essere toccato in fase di offerta.

Esempio 2: Ristrutturazione di una scuola

Cambiamo completamente scenario. Ora abbiamo un cantiere per ristrutturare una scuola. Qui lavoreranno fianco a fianco muratori, idraulici ed elettricisti, tutti di ditte diverse. In questo caso, il documento chiave è il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

I rischi da interferenza, qui, nascono soprattutto dalla sovrapposizione fisica delle lavorazioni in spazi ristretti.

Il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) ha il compito di stimare i costi necessari a gestire i rischi comuni a tutte le imprese. Non sono costi a carico del singolo artigiano, ma dell'intero cantiere. E sono proprio questi a diventare gli oneri per la sicurezza.

Vediamo quali potrebbero essere:

  1. Impianto di terra e quadro elettrico di cantiere: Invece di avere decine di allacci volanti e pericolosi, si installa un unico impianto centralizzato, a norma e sicuro per tutti.
    • Stima del costo: Costo dell'elettricista per installare, certificare e manutenere l'impianto per tutta la durata dei lavori.
  2. Ponteggio condiviso: Più imprese dovranno lavorare sulla facciata. Si monta un unico, grande ponteggio a servizio di tutti, completo di allarmi, accessi sicuri e protezioni.
    • Stima del costo: Noleggio, montaggio e smontaggio del ponteggio, calcolato da prezzario in base ai mesi di utilizzo.
  3. Gestione delle emergenze e primo soccorso: Si allestisce un punto di primo soccorso ben attrezzato e si nominano degli addetti comuni per la gestione delle emergenze, con procedure di evacuazione chiare e condivise.
    • Stima del costo: Acquisto del pacchetto di medicazione, della segnaletica e pagamento delle ore di formazione per gli addetti designati.

Anche in questo caso, come vedi, la somma di questi costi analitici (impianto elettrico, ponteggio, gestione emergenze) determina l'importo esatto degli oneri per la sicurezza. Questo valore, inserito nel bando di gara, è fisso e garantisce un livello di protezione uguale per tutti i lavoratori, a prescindere da chi vincerà l'appalto.

Come compilare l'offerta economica senza fare passi falsi

Una lista di controllo aziendale con elementi spuntati e croci, e un lucchetto che simboleggia oneri fissi e intoccabili.

Presentare un'offerta economica in una gara d'appalto è come giocare una partita a scacchi: una mossa sbagliata può costarti l'intera partita. E l'errore più comune, spesso fatale, riguarda proprio la gestione dei costi della sicurezza. Capire dove e come inserire ogni cifra è la condizione base per non essere esclusi.

La chiave di tutto è una sola: l'offerta si compone di due parti ben distinte che non devono mai, e dico mai, essere confuse. Da un lato ci sono i costi della sicurezza propri dell'azienda, dall'altro gli oneri per la sicurezza da interferenze. Saperli maneggiare è il primo, vero ostacolo da superare per restare in gara.

Dove indicare i costi propri della sicurezza

Partiamo dai costi che la tua impresa sostiene sempre, per il semplice fatto di esistere e operare a norma: la formazione dei dipendenti, i DPI standard, le visite mediche. Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (il D.Lgs. 36/2023) è chiarissimo su questo punto: questi costi devono essere indicati in modo specifico nell'offerta economica.

Nella stragrande maggioranza dei moduli di offerta, ti imbatterai in una frase come questa:

"I costi propri della sicurezza aziendale, compresi nell'importo offerto, ammontano a € _______________"

Ecco, è proprio lì che devi scrivere la tua stima. Ricorda: questo importo è parte del totale su cui applicherai il ribasso d'asta, ma va dichiarato a parte. Ometterlo o, peggio ancora, scrivere zero può portare all'esclusione.

Gestire gli oneri per la sicurezza da interferenze

Qui la regola è ancora più semplice, quasi banale: non si toccano. Gli oneri per la sicurezza da interferenze, quelli calcolati a monte dalla stazione appaltante, sono una cifra fissa, blindata e non soggetta a ribasso. Punto.

Nel modulo di offerta, non dovrai fare altro che prenderne atto. Il loro valore viene semplicemente sommato al tuo importo offerto (già ribassato) per calcolare il valore finale del contratto. Confonderli con i costi propri e applicarci un ribasso è l'errore classico che porta all'esclusione diretta.

Un consiglio spassionato: occhio alle diciture! I bandi possono usare termini diversi, come "oneri per l'attuazione dei piani di sicurezza" o "costi della sicurezza non soggetti a ribasso". Ma il succo non cambia: sono soldi fissi, decisi dall'ente.

Per prendere confidenza con questi documenti, è utile capire come è strutturato un bando di gara. Se vuoi approfondire, leggi il nostro articolo e scopri di più su come analizzare un bando di gara per non farti cogliere impreparato.

Esempio pratico: mettiamo tutto in ordine

Vediamo come funziona nella realtà con un caso concreto, così da spazzare via ogni dubbio.

I dati della gara sono questi:

  • Importo a base d'asta (su cui fare il ribasso): € 100.000
  • Oneri sicurezza da interferenze (fissi): € 5.000

Cosa devi fare tu:

  1. Calcola il tuo ribasso: Mettiamo che decidi di offrire un ribasso del 10%. Il tuo importo offerto scende quindi a € 90.000.
  2. Stima i tuoi costi di sicurezza: Fai i conti e stabilisci che i costi per la sicurezza specifici per questo appalto (DPI aggiuntivi, formazione mirata, ecc.) ammontano a € 2.000.
  3. Compila il modulo di offerta:
    • Alla voce "Importo offerto", scriverai: € 90.000
    • Subito dopo, nel campo dedicato, preciserai: "di cui costi propri della sicurezza aziendale pari a € 2.000"
    • Il valore complessivo del contratto, a questo punto, sarà di € 90.000 (la tua offerta) + € 5.000 (gli oneri fissi), per un totale di € 95.000.

Seguendo passo passo questa procedura, dimostri alla commissione di aver capito perfettamente la differenza tra le due voci di costo e presenti un'offerta che, almeno dal punto di vista formale, è inattaccabile.

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Bene, ora che abbiamo sviscerato il tema degli oneri per la sicurezza, è il momento di passare all'azione: trovare le gare giuste. Cercare la propria occasione nel labirinto degli appalti pubblici può sembrare un'impresa titanica. Spesso ci si sente dispersi, ma con gli strumenti giusti, quella che sembra una fatica immane si trasforma in un vero e proprio vantaggio strategico.

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Questo dato, come abbiamo visto, è la chiave per capire se il bando è congruo e per preparare un'offerta corretta sin da subito, senza rischiare esclusioni per errori formali. Avere sott'occhio la percentuale degli oneri per la sicurezza ti dà una misura immediata della complessità dell'appalto che stai valutando.

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Domande frequenti sugli oneri per la sicurezza

Anche dopo aver passato in rassegna norme e metodi di calcolo, è normale avere ancora qualche dubbio sugli oneri per la sicurezza. D'altronde, la teoria è una cosa, la pratica quotidiana degli appalti pubblici è un'altra.

In questa sezione finale, ho raccolto le domande più comuni che mi vengono poste, cercando di dare risposte chiare e dirette, basate sia sulla normativa attuale (il D.Lgs. 36/2023) che sull'esperienza maturata sul campo. L'obiettivo è darti qualche consiglio pratico per muoverti con più sicurezza nelle situazioni più delicate.

Esiste una percentuale fissa per calcolare gli oneri?

Assolutamente no. Metto subito le mani avanti: non esiste alcuna percentuale fissa o standard imposta per legge. Scordati calcoli forfettari o a spanne.

L'importo degli oneri è sempre il frutto di una stima analitica dettagliata. La stazione appaltante deve calcolarlo sulla base dei rischi specifici di quel singolo appalto, così come sono descritti nel DUVRI o nel PSC. È un lavoro di sartoria, non di produzione in serie.

Proprio per questo, l'incidenza degli oneri sul totale può cambiare drasticamente da una gara all'altra. Potresti trovare un appalto di servizi a basso rischio con oneri all'1%, e subito dopo un cantiere complesso dove superano tranquillamente il 10%.

Gli oneri per la sicurezza sono sempre non soggetti a ribasso?

Sì, qui la regola è ferrea e non ammette eccezioni. Gli oneri per la sicurezza che la stazione appaltante calcola per coprire i rischi da interferenze non sono mai, e ripeto mai, soggetti a ribasso d'asta.

Attenzione però a non fare confusione. L'impresa, da parte sua, deve indicare nell'offerta i propri costi aziendali per la sicurezza. Quelli sì che fanno parte dell'importo complessivo su cui poi andrai ad applicare il tuo ribasso.

Cosa fare se gli oneri stimati sembrano troppo bassi?

Se, analizzando la documentazione di gara, ti rendi conto che l'importo stimato per gli oneri è palesemente inadeguato a coprire i rischi reali, hai il dovere di agire. Non fare finta di niente.

La mossa giusta è presentare una richiesta di chiarimenti formale prima della scadenza dei termini. Nella richiesta, devi spiegare con precisione e in modo documentato quali misure di sicurezza, secondo te, sono state dimenticate o sottostimate.

La stazione appaltante è tenuta a valutare la tua segnalazione e, se la ritiene fondata, può rettificare l'importo. Partecipare a una gara accettando un importo per la sicurezza che sai essere incongruo è un rischio enorme: ti espone a gravi responsabilità in fase di esecuzione, perché di fatto stai accettando condizioni di sicurezza che ritieni insufficienti.


Cercare la gara giusta e analizzarne ogni dettaglio, inclusi gli oneri, non deve per forza essere un'impresa titanica e manuale. Con Horienta, puoi filtrare migliaia di opportunità e avere subito sott'occhio i dati chiave che ti servono per preparare offerte competitive. Se vuoi scoprire come la nostra piattaforma può dare una spinta al tuo business, fai un salto su horienta.it.

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